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Le mascherine sono sempre state facilmente disponibili in Corea del Sud, quei negozi a poco che si trovano ogni cento metri. I sud coreani indossano le mascherine a causa del forte di inquinamento, o quando hanno il raffreddore, o per altre più semplicemente  per nascondere i loro volti gonfiati in seguito ad una chirurgia estetica. 

Poi un giorno uscì la notizia della diffusione di un nuovo virus a Wuhan in China. L’inaspettata serietà di questo virus mi ha personalmente colpito solo quando iniziai a cerca delle mascherine senza essere in grado di trovarne nessuna. Tuttavia, vedendo quelle di cotone penzolare dagli scaffali, scioccamente ho pensato di tornare a comprarle il giorno seguente, solo per scoprire che erano scomparse senza lasciare traccia. Era circa la metà di Febbraio. Ad oggi tutti i Paesi in giro per il mondo stanno affrontando una crisi per quanto riguarda le mascherine. In Corea del Sud il governo ne ha preso il controllo della fornitura. Abbiamo ricevuto uno di quei messaggi di emergenza sui nostri telefoni che ci avvertiva quale farmacia nelle nostre vicinanze vende mascherine. Perciò durante le pause pranzo si vedono persone in fila davanti alle farmacie che si procurano pacchi da dieci pezzi mostrando la carta di identità. Nessuno può prenderne più di quanto gli è stato assegnato e tutto viene archiviato nel sistema. Una sfortuna per tutti gli stranieri con un visto turistico o per gli immigrati illegali. 

Sicuramente stiamo tutti desiderando che un vaccino sia trovato al più presto e che le nostre vite tornino presto ad una sorta di normalità, ma credo che questa crisi possa averci dato dei benefici inaspettati. Come prima cosa, dopo aver vissuto a Seul per circa tre anni, ho notato che i sud coreani non tossiscono coprendosi con le mani o sulle maniche, e quindi ti ritrovi coperto di muco e mocci uscendo dalla sovraffollata metropolitana. Questo vuol dire che quando qualcuno ha il raffreddore puoi aspettarti, qualche giorno dopo, che mezza Seul se lo sia preso. Non perché non gli sia stato insegnato da bambini come comportarsi in merito, ma sembra piuttosto una cosa di cui non tengono troppo conto. Nonostante tutto, ad oggi, tutti starnutiscono educatamente nella piega del gomito e prendono distanze quando tossiscono. Sperando che questo comportamento continui anche senza COVID-19. 

Più importante è l’enorme differenza che si nota nella qualità dell’aria. Solitamente la primavera è la stagione con la peggior condizione di inquinamento atmosferico a Seul, ma la sospensione del lavoro di molte fabbriche e la diminuzione della circolazione delle macchine hanno avuto un effetto visibile sulla sua qualità. Certo, non posso più partecipare alle mie classi serali di Taekwondo, perché tutte le attività di gruppo sono state proibite, ma posso andare a correre lungo il canale senza preoccuparmi del fatto che, in condizioni normali, questo mi avrebbe fatto più male che bene. 

Nelle prossime settimane Seul sarà una città più tranquilla, attraverseremo questi tempi e come dicono i coreani quando cercano di tirare su il morale a qualcuno: “Combattiamo!”

 

Traduttore: Sati Nunziati


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