Storie di piccoli e anonimi guerrieri

Questi sono racconti di bambini che hanno difficoltà ad avere un’istruzione, lottando contro ogni previsione grazie al supporto di una ONG locale, Sarthi, e al suo programma scolastico “Sushiksha”.
India, Southern Asia

Story by Sanjoli Banerjee, Deepika Dhiman, Gagan Dhiman, Isha, Mamta, Anjali. Translated by Stefania Ledda
Published on January 16, 2023.

This story is also available in GB



Questa storia è stata scritta da Charu Thukral, che ha messo insieme le conversazioni individuali avute con 5 studenti del programma, un’iniziativa che offre istruzione a bambini svantaggiati.

I bambini del villaggio rurale di Darar, nel distretto di Karnal, in Haryana, India [1], sono stati motivati dal programma “Sushiksha” [2] ad avere aspirazioni importanti per il loro futuro: Gagan vuole entrare nell’esercito e Deepika nella squadra della polizia; Isha vorrebbe diventare un dottore; invece, Mamta vuole essere come Sanjoli, la quale aiuta i bambini ad avere un’istruzione [3] e Anjali vuole diventare un dottore ma anche seguire la sua passione per il ballo.

Attraverso il programma Sushiksha, Sanjoli e Ananya accolgono bambini provenienti da diversi contesti sotto lo stesso tetto

Charu Thukral, Story Ambassador per l’India di CotW, ha intervistato cinque studenti presso la scuola mobile e gratuita del programma, che è fondata e gestita dalle sorelle Sanjoli (corrispondente di CotW) e Ananya, al fine di educare bambini appartenenti a condizioni sociali svantaggiate e di fornire loro un’istruzione global, riducendo il divario della qualità dell’offerta scolastica tra quella dei bambini in zone rurali e quella dei bambini in città. L’iniziativa è stata lanciata nel 2019, dopo che Sanjoli aveva compreso la necessità di fornire supporto formativo a bambini svantaggiati e in seguito a un incontro in una scuola-rifugio in Malesia. Lì, lei realizzò il privilegio che aveva di studiare in istituti di alto livello. Attraverso il programma Sushiksha, Sanjoli e Ananya accolgono bambini provenienti da diversi contesti sotto lo stesso tetto, per imparare insieme e accendere la scintilla della loro creatività senza alcun tipo di discriminazione o segregazione.

Il sistema educativo di istruzione pubblica in India pecca di una qualità dell’istruzione sotto gli standard, che determina scarsi risultati scolastici e ha un impatto diretto sulle vite delle migliaia di bambini che dipendono dalle scuole pubbliche per potersi costruire un futuro. Infatti, molti dei bambini che studiano nelle scuole istituite dal governo non hanno abilità fondamentali di lettura, scrittura e di calcolo. Eppure, i primi anni di scuola sono di primaria importanza, non solo per dare una forma al futuro lavorativo di un individuo ma anche alla sua personalità, che include la capacità di difendersi, di essere creativi e di avere fiducia in sé stessi. Un’istruzione di bassa qualità rende molti bambini vulnerabili ed esposti al lavoro minorile, agli abusi e alla violenza poiché non hanno conoscenze che possano aiutarli a ottenere lavori a condizioni migliori e la fiducia per rappresentare sé stessi. [4]

Anjali, Deepika, Mamta, Gagan e Isha ci hanno parlato delle loro aspirazioni ed esperienze nella scuola pubblica. Tutti e cinque i bambini provengono da famiglie che vivono in condizioni svantaggiate: i genitori possono permettersi di mandare i figli solamente in scuole gestite dal governo, dove le rette sono meno costose.

Se vado a scuola, quando sarò grande diventerò qualcuno di importante e di successo.

Nonostante le restrizioni dovute al Covid-19 li abbiano obbligati a frequentare la scuola a distanza, tutti e cinque hanno espresso il desiderio di andare a scuola. Gagan dice che adora andare a scuola perché: “Se vado a scuola, quando sarò grande diventerò qualcuno di importante e di successo”. A Mamta piace studiare perché: “Mi sento bene a scuola. Lì incontri i miei amici e gioco con loro”. Anche Anjali, che ha la stessa opinione, ha detto “Mi piace la scuola perché lì posso studiare e anche incontrare i miei amici”.

Anche se a loro interessa studiare, questi bambini non possono avere lezioni di qualità a scuola, il che li obbliga a frequentare altre lezioni al di fuori dell’ambiente scolastico. Per esempio, Anjali prende lezioni di doposcuola in matematica perché nel suo istituto non c’è un docente di questa materia. Ma le lezioni esterne non solo richiedono di studiare di più ma pongono anche un ulteriore peso finanziario [5] sulle spalle delle famiglie che inizialmente mandavano i loro bambini nelle scuole governative, per evitare di pagare le tasse esorbitanti delle scuole private.

Non a caso, in India, quasi il 40% (2021) [6] degli studenti dipende dall’istruzione privata e questa cifra è relativamente più alta per i bambini delle famiglie meno agiate. [7] Considerando che la maggior parte di questi bambini potrebbe appunto frequentare le scuole pubbliche gestite dal governo, queste statistiche mettono in discussione l’intero sistema di istruzione.

La bassa qualità dell’istruzione e di altri servizi in queste scuole è confermata dagli studenti del programma. Mamta ci ha raccontato che ci sono numerosi periodi in cui non c’è scuola a causa dell’alta frequenza con cui gli insegnanti si assentano e della mancanza di interesse delle autorità a trovare dei sostituti. Oppure, quando gli insegnanti vanno a scuola, “non insegnano, ci chiedono solo di leggere. Ed è noioso” dice Mamta, che racconta anche di un incidente in cui lei e i suoi compagni di classe hanno tentato di prendere il controllo della situazione di disagio a scuola e si sono lamentati con il dirigente. Ma l’impatto più forte di questa azione è poi pesato su di loro: “La volta successiva l’insegnante è arrivata e ci ha ridicolizzati talmente tanto che abbiamo smesso di far presente i nostri disagi. Prima questa insegnante insegnava in hindi ma quando le abbiamo chiesto di insegnare in inglese, si è rifiutata.”

Anjali, che frequenta la stessa scuola di Mamta, pensa le stesse cose: “Prima gli insegnanti tendevano a spiegare bene ma adesso non hanno interesse a farlo. La maggior parte di coloro che sapevano insegnare sono stati trasferiti.” [8] Quando gli viene chiesto di parlare di un insegnante che non gli piace, Isha risponde che c’è un insegnante di hindi che “insegna solamente qualche volta e solo quando gli va, non viene spesso in classe.” Invece, quando viene loro chiesto delle loro materie preferite, gli studenti tendono ad associare quelle materie agli insegnanti che dimostrano di voler essere tali e che sono presenti la maggior parte dei giorni. Isha ha raccontato di come le piaccia studiare Patient Care Assistance (PCA), ossia l’assistenza alla cura del paziente, perché “il signor Sanjay spiega bene e io capisco molte delle sue lezioni, mi piacciono molto.”

A parte le difficoltà con i docenti, le scuole pubbliche del villaggio affrontano sfide infrastrutturali ancora più grandi. Molte di esse sono prive di bagni adeguati per le studentesse, che sono scoraggiate dal frequentare le scuole. Però, un intervento riuscito da parte della ONG locale “Sarthi” e delle voci delle studentesse come Mamta hanno portato ad alcuni recenti cambiamenti positivi. “Avevo chiesto di fare delle riparazioni e il signor Sanjay [9] ha fatto sì che i rubinetti e i gabinetti venissero riparati. Infatti, avevo parlato al signor Sanjay delle ragazze che provano disagio a causa delle scarsa qualità delle strutture sanitarie della scuola, così come gli ho parlato dello spreco dell’acqua. Adesso la maggior parte di questi problemi viene attenzionata” dice Mamta.

Quindi, il programma Sushiksha è un’iniziativa locale che lavora per ridurre il divario scolastico di molti bambini come Mamta e Anjali. A differenza del sistema scolastico tradizionale, questo programma utilizza mezzi creativi per insegnare materie convenzionali come matematica, scienze, scienze sociali e sapere generale. [10] Gli approcchi creativi di Sushiksha includono l’organizzazione di seminari condotti da esperti, attività creative, disegni, lettere da scrivere indirizzate a personaggi importanti, come il primo ministro, gruppi di discussione riguardo celebrazioni nazionali particolari, come l’attacco terroristico di Mumbai del 26 novembre [11], e molte altre simili attività, che hanno non solo esposto i bambini al mondo esterno ma anche accresciuto le loro abilità di pensiero e di ragionamento. Inoltre, vengono anche date lezioni di Public Speaking, ballo, sport, fitness, auto-difesa e arte.

Durante la sua intervista, Isha ha detto che “a scuola non insegnano molto la grammatica della lingua inglese. Ma adesso, da quando andiamo a Sushiksha, lo conosciamo bene e possiamo parlare anche in inglese.”

A Deepika piace andare al Sushiksha perché “insegnano in modo diverso e bene, come se fossero nostri amici. Possiamo porre facilmente delle domande, lì c’è più divertimento che studio.” Dice anche che “a scuola ci si diverte molto tra noi studenti. Ma al Sushiksha possiamo divertirci anche con gli insegnanti e possiamo porre delle domande in maniera aperta.” Anjali racconta che “a scuola studiamo sui libri ma qui studiamo con il nostro cervello, come quando ci raccontano della società e della natura.” Anjali ricorda di una lezione sulle piazze centrali e ha parlato di come ha imparato tanto da quella sessione. Il più giovane di tutti, Gagan, racconta: “Ho imparato l’ortografia di nuovi frutti e verdure. Anche se li avevo già imparati a scuola, non riuscivo a ricordarli, mentre adesso sì.” Alla maggior parte dei bambini è piaciuta la libertà di poter giocare durante lo studio al Sushiksha. Gagan racconta: “Mi piace perché ci fanno giocare ma anche studiare.” Anjali esprime un pensiero simile: “Adoro andarci, mi diverto un sacco. Si studia e si gioca anche.”

Le lezioni al Sushiksha [...] hanno aperto tantissimi mondi diversi di possibilità

Le lezioni al Sushiksha hanno non solo incrementato i livelli d’istruzione di questi bambini ma anche aperto tantissimi mondi diversi di possibilità. Hanno reso gli studenti consapevoli delle problematiche sociali intorno a loro e innescato il loro bisogno di essere parte della soluzione. Abbiamo provato a sondare questo tratto, chiedendo loro che cosa farebbero se per un giorno venissero dati loro i poteri di un primo ministro o di un capo villaggio. Sorprendentemente, nessuno di loro ha pensato di sfruttare i propri poteri per viaggiare nel mondo o vivere nel lusso, ma ha prontamente scelto una delle questioni sociali più pressanti, che si impegnerebbe a risolvere.

Gagan, che è stato intervistato durante una protesta di contadini in corso in India, ha detto: “Mi assicurerò che non ci siano lotte, come invece sta accadendo a Delhi e Haryana. Li richiamerò nei loro villaggi, proteggerò i poveri e darò loro cibo e una casa.”

Anjali dichiara: “Lavorerò sul crescente problema dell’inquinamento che proviene dall’industria, contaminando l’acqua. L’ho letto in un libro: molte persone si ammalano e muoiono. Perciò, lavorerò per ridurre le sostanze chimiche nell’acqua e controllare l’inquinamento dell’aria. Invece, Isha dice: “Ci sono molti bambini che hanno speso milioni per studiare: io darò loro un lavoro. Al momento, molte persone sono disoccupate.”

Poi c’è Deepika, che racconta come intende ridurre la discriminazione di genere che le donne vivono: “Molta gente crea difficoltà alle donne e le discrimina. Nel mondo di oggi, le donne possono fare molte cose e sono quasi eguali agli uomini. Quindi, voglio cambiare questo pensiero.”, aggiungendo che “nel villaggio, molte persone dicono alle ragazze che cosa devono e non devono fare, pongono dei limiti su dove e quando possono andare. Se fossi più grande, o al potere, cambierei questa situazione.” Deepika continua, dicendo: “Ho anche visto nei notiziari che molti chiedono la dote quando stanno per sposarsi. Penso che le famiglie delle ragazze già cedano qualcosa di molto grande quando si tratta di affidare la propria figlia a un’altra famiglia. Come fanno a chiedere anche la dote? Voglio cambiare questo.” E infine: “Pulirò il villaggio, procurerò dei servizi igienici alle ragazze e lavorerò per tenerle al sicuro.” Deepika e i suoi compagni di classe sono stati ispirati a pensare a come risolvere le questioni sociali grazie alla loro istruzione e attraverso le idee del programma Sushiksha, che non avrebbero probabilmente appreso in una scuola pubblica.

C’è ancora molto da fare per creare a scuola un ambiente amichevole dove i bambini possano anche imparare, specialmente in quelle gestite dal governo. Oltre alle abilità tradizionali di alfabetismo e di conteggio, le strategie di vita contribuiscono significativamente a un’educazione di qualità. Molte scuole pubbliche mancano di un importante allineamento tra preparazione scolastica e preparazione alla vita. Sebbene ONG come Sarthi stiano facendo la differenza, c’è la necessità di moltiplicare sforzi simili, avviando attività che abbiano un forte impatto e procedure di monitoraggio e valutazione all’interno delle scuole pubbliche.

Dichiarazione delle fondatrici

“Sushiksha: l’emancipazione attraverso l’istruzione” è stata fondata nel 2019 da Ananya e Sanjoli Banerjee con l’obiettivo di ridurre il divario scolastico tra i bambini delle città e quelli delle zone rurali, fornendo un modello di istruzione globale nell’area rurale di Haryana, ossia creando una scuola mobile a zero tasse. Abbiamo scoperto che i bambini sono così desiderosi di imparare e ricevere un’istruzione di qualità che il primo giorno avevamo già 165 studenti. La nostra idea è fornire un’educazione di qualità, specialmente ciò che viene generalmente tralasciato dai programmi della scuola pubblica, come la consapevolezza sociale, la costruzione della fiducia in sé stessi, il lavoro sui punti di forza e di debolezza, la personalità, la cura di sé, oltre agli studi accademici. Nonostante la maggior parte degli studenti del Sushiksha provenga da contesti socio-economici svantaggiati, la nostra idea è far studiare bambini di qualsiasi contesto sotto lo stesso tetto, collaborando e cooperando. Il programma consiste in lezioni interamente organizzate da volontari nel fine settimana, prive di fondi o donazioni, e tenute muovendosi intorno al villaggio e in diversi luoghi, come fattorie all’aria aperta, cortili di templi, centri per bambini, quindi una scuola mobile. Siamo fieri di questa iniziativa e non avevamo mai pensato che saremmo riusciti a superare tutte queste sfide, specialmente la pandemia, oltre che a funzionare per quasi 3 anni e sviluppare un profondo legame emotivo con gli studenti, vedendoli migliorare nel tempo. Però, c’è ancora molta strada da fare e altri ostacoli ci aspettano all’orizzonte.

- Sanjoli (23 anni) e Ananya Banerjee (18 anni)


[1] Karnal Village, https://karnal.gov.in/

[2] SUSHIKSHA- Empowerment through education; https://www.ngosarthi.org/empowerment-through-education

[3] SLa storia di Sanjoli e della sua ispirazione per l’avvio del programma Sushiksha, https://correspondentsoftheworld.com/story/becoming-a-happiness-ambassador-a-dream-of-a-young-social-activist-from-india

[4] Istruzione di qualità in India, UNICEF; https://www.unicef.org/india/what-we-do/quality-education 

[5] “In media, le lezioni private aumentano le spese per l’istruzione del 53% nella aree urbane e del 75% nelle zone rurali. Is the Golden Age of Private Tuitions Over in India?, Mint, Aug 2020; https://www.livemint.com/education/news/is-the-golden-age-of-private-tuition-over-in-india-11597230452852.html
[6] Il numero degli studenti che hanno optato per le lezioni private è aumentato improvvisamente nel 2021: ASER, Hindustan Times, Nov, 2021; https://www.hindustantimes.com/india-news/number-of-students-opting-for-private-tuitions-rose-sharply-in-2021aser-101637144198513.html

[7] Le iscrizioni alle scuole governative continuano ad aumentare ma ancora di più sono i bambini che prendono lezioni private, dice l’ASER report, Nov 2021; https://theprint.in/india/education/enrolment-in-govt-schools-goes-up-but-more-children-taking-private-tuitions-says-aser-report/767368/

[8] Durante la pandemia, molti insegnanti e corpi docente hanno cambiato lavoro o si sono trasferiti in altre città.

[9] Nella cultura indiana, i nomi degli insegnanti vengono introdotti da “Sir” o “Ma’am/Madam”.

[10] Includono argomenti come arte, cucina, scoperta ed esplorazione, moda, film, biologia, musica classica, giochi, scienza, finanza, storia, storia delle scienze, geografia, letteratura, musica, politica, medicina, musica popolare, televisione e sport.

[11] Attacco terroristico di Mumbai: https://indianexpress.com/article/india/26-11-mumbai-terror-attacks-timeline-of-what-happened-during-64-hours-of-operation-7642091/


How does this story make you feel?

Follow-up

Do you have any questions after reading this story? Do you want to follow-up on what you've just read? Get in touch with our team to learn more! Send an email to
[email protected].

Talk about this Story

Please enable cookies to view the comments powered by Disqus.

Share your story

Every story we share is another perspective on a complex topic like migration, gender and sexuality or liberation. We believe that these personal stories are important to better understand what's going on in our globalised society - and to better understand each other. That's because we are convinced that the more we understand about each other, the easier it will be for us to really talk to one another, to get closer - and to maybe find solutions for the issues that affect us all. 

Do you want to share your story? Then have a look here for more info.

Share Your Story

Subscribe to our Monthly Newsletter

Stay up to date with new stories on Correspondents of the World by subscribing to our monthly newsletter:

* indicates required

Follow us on Social Media

Sanjoli Banerjee, Deepika Dhiman, Gagan Dhiman, Isha, Mamta, Anjali

Sanjoli Banerjee, Deepika Dhiman, Gagan Dhiman, Isha, Mamta, Anjali

All the children interviewed study in Darar’s local government school. Darar is a village in Karnal district of Haryana, India. Most of these students have been coming to Sushiksha for over a year (or more). [The interviews were conducted earlier this year and since then the kids have graduated to the next grade of class from what is mentioned here.] 

Anjali: Anjali is a class 10th student and has been attending Sushiksha from past 2 years along with her siblings (one brother and one sister). She loves dancing and wants to pursue it further in future. She considers Sanjoli as her inspiration and wants to serve the society like her. 

Deepika: Deepika studies in 9th standard and has two other siblings. She has been part of Sushiksha from the start. Deepika wants to join the police force when she grows up so that to serve the people. She likes drawing and enjoys studying. Deepika is also a good orator and recently spoke on the ‘importance of education’.

Gagan: Gagan studies in 5th Standard and has two other siblings. Gagan wants to join the army when he grows up. Like his sister Gagan also likes to draw [drawing]. Gagan loves his village and the food when compared with city food and life. His favorite subject is English. 

Isha: Isha is 13 years old and studies in 9th standard. Her favorite subject is science. Isha wants to pursue a career in nursing when she grows up. Isha is a very empathetic and compassionate individual. 

Mamta: Mamta is in 9th standard. She is fond of writing and making greeting cards. Mamta is aware and sensitive about social issues surrounding her such as status of women, cleanliness of villages, among others.  Mamta likes to go to school and never misses a class. Her favorites are english and mathematics. In her free time, Mamta helps her mother in housework – cooking and cleaning. 

 

Other Stories in Italiano




Show all

Get involved

At Correspondents of the World, we want to contribute to a better understanding of one another in a world that seems to get smaller by the day - but somehow neglects to bring people closer together as well. We think that one of the most frequent reasons for misunderstanding and unnecessarily heated debates is that we don't really understand how each of us is affected differently by global issues.

Our aim is to change that with every personal story we share.

Share Your Story

Community Worldwide

Correspondents of the World is not just this website, but also a great community of people from all over the world. While face-to-face meetings are difficult at the moment, our Facebook Community Group is THE place to be to meet other people invested in Correspondents of the World. We are currently running a series of online-tea talks to get to know each other better.

Join Our Community

EXPLORE TOPIC Education

Global Issues Through Local Eyes

We are Correspondents of the World, an online platform where people from all over the world share their personal stories in relation to global development. We try to collect stories from people of all ages and genders, people with different social and religious backgrounds and people with all kinds of political opinions in order to get a fuller picture of what is going on behind the big news.

Our Correspondents

At Correspondents of the World we invite everyone to share their own story. This means we don't have professional writers or skilled interviewers. We believe that this approach offers a whole new perspective on topics we normally only read about in the news - if at all. If you would like to share your story, you can find more info here.

Share Your Story

Our Editors

We acknowledge that the stories we collect will necessarily be biased. But so is news. Believing in the power of the narrative, our growing team of awesome editors helps correspondents to make sure that their story is strictly about their personal experience - and let that speak for itself.

Become an Editor

Vision

At Correspondents of the World, we want to contribute to a better understanding of one another in a world that seems to get smaller by the day - but somehow neglects to bring people closer together as well. We think that one of the most frequent reasons for misunderstanding and unnecessarily heated debates is that we don't really understand how each of us is affected differently by global issues.

Our aim is to change that with every personal story we share.

View Our Full Vision & Mission Statement

Topics

We believe in quality over quantity. To give ourselves a focus, we started out to collect personal stories that relate to our correspondents' experiences with six different global topics. However, these topics were selected to increase the likelihood that the stories of different correspondents will cover the same issues and therefore illuminate these issues from different perspectives - and not to exclude any stories. If you have a personal story relating to a global issue that's not covered by our topics, please still reach out to us! We definitely have some blind spots and are happy to revise our focus and introduce new topics at any point in time. 

Environment

Discussions about the environment often center on grim, impersonal figures. Among the numbers and warnings, it is easy to forget that all of these statistics actually also affect us - in very different ways. We believe that in order to understand the immensity of environmental topics and global climate change, we need the personal stories of our correspondents.

Gender and Sexuality

Gender is the assumption of a "normal". Unmet expectations of what is normal are a world-wide cause for violence. We hope that the stories of our correspondents will help us to better understand the effects of global developments related to gender and sexuality, and to reveal outdated concepts that have been reinforced for centuries.

Migration

Our correspondents write about migration because it is a deeply personal topic that is often dehumanized. People quickly become foreigners, refugees - a "they". But: we have always been migrating, and we always will. For millions of different reasons. By sharing personal stories about migration, we hope to re-humanize this global topic.

Liberation

We want to support the demand for justice by spotlighting the personal stories of people who seek liberation in all its different forms. Our correspondents share their individual experiences in creating equality. We hope that for some this will be an encouragement to continue their own struggle against inequality and oppression - and for some an encouragement to get involved.

Education

Education is the newest addition to our themes. We believe that education, not only formal but also informal, is one of the core aspects of just and equal society as well as social change. Our correspondents share their experiences and confrontations about educational inequalities, accessibility issues and influence of societal norms and structures. 

Corona Virus

2020 is a year different from others before - not least because of the Corona pandemic. The worldwide spread of a highly contagious virus is something that affects all of us in very different ways. To get a better picture of how the pandemic's plethora of explicit and implicit consequences influences our everyday life, we share lockdown stories from correspondents all over the world.

Growing Fast

Although we started just over a year ago, Correspondents of the World has a quickly growing community of correspondents - and a dedicated team of editors, translators and country managers.

94

Correspondents

113

Stories

57

Countries

433

Translations

Contact

Correspondents of the World is as much a community as an online platform. Please feel free to contact us for whatever reason!

Message Us

Message on WhatsApp

Call Us

Joost: +31 6 30273938