Riding a Boat Crossing Central Kalimantan Forest by Brurce Mecca (August 2018)

Quando il tuo Paese è un caso studio: un ambientalista indonesiano a Yale

La mia esperienza, il mio sapere, e le esperienze di tutte le minoranze contano, anche quando quelle opinioni sembrano insignificanti a causa dell’eccessivo sforzo per farle comprendere alle persone.
Indonesia, Southeastern Asia

Story by Brurce Mecca. Translated by Stefania Ledda
Published on August 24, 2020.

This story is also available in GB ar de es id ir pt



Listen to this story:


Nel maggio del 2019 mi sono laureato con una specializzazione in Scienze ambientali all’Università di Yale (Stati Uniti) e vengo dall’Indonesia, un paese conosciuto per le sue varie culture, una ricca foresta tropicale ed enormi problemi ambientali. [1]

La mia esperienza a Yale è la storia del conflitto tra la mia identità di ambientalista indonesiano e di studente in compagnia di accademici del settore con punti di vista occidentalocentrici [2] sul mio Paese.

Per numerosi ambientalisti occidentali, l’Indonesia è un sito da studiare – un gigantesco laboratorio dove analizzare i problemi socio-ambientali tropicali e salvare la foresta pluviale. Molti dei miei compagni americani hanno lavorato lì e il relatore della mia tesi è famoso per la sua ricerca sull’ecologia umana in Indonesia. Mi sono trovato a Yale per unirmi al tavolo di esperti del mio Paese, ma le mie opinioni in quanto indonesiano nativo erano costantemente criticate dagli accademici occidentali. Per esempio, quando ho spiegato loro che gli interventi organizzati dai ricercatori occidentali per ridurre gli incendi nelle foreste non facevano altro che colpire i diritti di proprietà dei contadini indonesiani, sono stato considerato troppo ‘pessimista’. Per entrare nella conversazione, ho dovuto incastrare la comprensione che ho del mio Paese con le loro vecchie conoscenze e concezioni occidentalocentriche sull’Indonesia.

Quando ho presentato la mia ricerca sui problemi ambientali in Indonesia all’università, spesso mi chiedevano: “Che cos’è che rende i problemi ambientali del tuo Paese così unici rispetto a quelli degli altri?”. Questa sembrava una domanda normalissima, fino a quando non capii che ciò che mi veniva chiesto era spiegare perché l’Indonesia meritava l’attenzione della comunità accademica. Per i miei compagni e professori, una ricerca proficua è una ricerca capace di generare nuove idee. Loro vedevano l’Indonesia come un enorme e misterioso laboratorio nel lontano oriente, utile per creare delle ipotesi. Invece, per me e per le comunità con cui lavoro, le teorie degli intellettuali non servono a granché per risolvere i tangibili e imminenti problemi ambientali che influenzano la vita di molti. A prescindere dal fatto che i problemi ambientali nel mio Paese siano “unici” o meno, il fatto che gli accademici occidentali abbiano fallito nel risolvere queste problematiche è una ragione in più per gli ambientalisti indonesiani come me per andare avanti.

Sebbene l’Università di Yale si vanti di condurre un’ampia ricerca sull’Indonesia, ho notato che la maggior parte dei suoi ricercatori associava il mio Paese a sole due questioni – la deforestazione tropicale e gli orangotanghi. Quindi, per attrarre la loro attenzione sulla mia ricerca riguardo le comunità colpite dalla conservazione del terreno torboso [3], dovevo parlare di argomenti come la ‘deforestazione’ e la ‘perdita di biodiversità’ che interessavano ai ricercatori di Yale, anche se non mi concentravo su quei temi. Nonostante io sia un esperto di politiche indonesiane di terreno torboso a Yale, ho vissuto una costante sensazione di inferiorità e di rifiuto da parte degli studiosi occidentali dell’Indonesia perché le informazioni che fornivo erano valutate solamente sulla base di quanto esse potessero rientrare tra le loro priorità. Ho imparato che per far sì che le mie opinioni fossero rispettate e comprese, avevo prima di tutto bisogno di capire le prospettive dei miei compagni e professori occidentali e imparare a parlare con il linguaggio di Yale. Secondo, ho realizzato che Yale, talmente immersa nel suo occidentalocentrismo, probabilmente non comprenderà mai la complessità dei miei punti di vista. Questo mi ha condotto alla terza lezione che ho tratto da Yale: la mia esperienza, il mio sapere, e le esperienze delle minoranze contano, anche quando quelle opinioni sembrano insignificanti a causa dell’eccessivo sforzo per farle comprendere alle persone. Mi ci è voluto molto tempo per capire come raccontare la mia storia ed essere ascoltato. Se tutto va bene, se sempre più gente come me siederà al tavolo degli esperti, non ci vorrà molto prima che le loro esperienze siano accettate sin dal principio.


Note a piè di pagina

[1] In particolare, tra gli antropologi ambientali, l’Indonesia è diventata tristemente celebre per le guerre ambientali: interessi dei ricchi che distruggono la foresta tropicale, deregolamentazione della protezione ambientale sponsorizzata dallo Stato, elevato inquinamento della plastica negli oceani e, ovviamente, orangotango in via di estinzione.

[2] Per ‘occidentalocentrico’, intendo la precedenza data ai punti di vista europei e nord-americani su qualsiasi problematica; in questo caso, l’approvazione della ricerca europea e nord-americana sull’Indonesia rispetto alle informazioni fornite dagli stessi indonesiani.

[3] Trovi maggiori informazioni sul mio profilo CIFOR: https://www.cifor.org/feature/usaid-cifor-fellowship/brurce-muhammad-mecca/ o sul profilo del Tropical Resources Institute: https://tri.yale.edu/people/brurce-mecca

 


How does this story make you feel?

Follow-up

Do you have any questions after reading this story? Do you want to follow-up on what you've just read? Get in touch with our team to learn more! Send an email to
[email protected].

Talk about this Story

Please enable cookies to view the comments powered by Disqus.

Share your story

Every story we share is another perspective on a complex topic like migration, gender and sexuality or liberation. We believe that these personal stories are important to better understand what's going on in our globalised society - and to better understand each other. That's because we are convinced that the more we understand about each other, the easier it will be for us to really talk to one another, to get closer - and to maybe find solutions for the issues that affect us all. 

Do you want to share your story? Then have a look here for more info.

Share Your Story

Subscribe to our Monthly Newsletter

Stay up to date with new stories on Correspondents of the World by subscribing to our monthly newsletter:

* indicates required

Follow us on Social Media

Brurce Mecca

Brurce Mecca

I am a 25 year old Indonesian working on climate change, while volunteering for minority rights issues on the side. In my free time I enjoy visiting art exhibitions, live music, and jogging.

Other Stories in Italiano




Show all

Get involved

At Correspondents of the World, we want to contribute to a better understanding of one another in a world that seems to get smaller by the day - but somehow neglects to bring people closer together as well. We think that one of the most frequent reasons for misunderstanding and unnecessarily heated debates is that we don't really understand how each of us is affected differently by global issues.

Our aim is to change that with every personal story we share.

Share Your Story

Community Worldwide

Correspondents of the World is not just this website, but also a great community of people from all over the world. While face-to-face meetings are difficult at the moment, our Facebook Community Group is THE place to be to meet other people invested in Correspondents of the World. We are currently running a series of online-tea talks to get to know each other better.

Join Our Community

EXPLORE TOPIC Education

Global Issues Through Local Eyes

We are Correspondents of the World, an online platform where people from all over the world share their personal stories in relation to global development. We try to collect stories from people of all ages and genders, people with different social and religious backgrounds and people with all kinds of political opinions in order to get a fuller picture of what is going on behind the big news.

Our Correspondents

At Correspondents of the World we invite everyone to share their own story. This means we don't have professional writers or skilled interviewers. We believe that this approach offers a whole new perspective on topics we normally only read about in the news - if at all. If you would like to share your story, you can find more info here.

Share Your Story

Our Editors

We acknowledge that the stories we collect will necessarily be biased. But so is news. Believing in the power of the narrative, our growing team of awesome editors helps correspondents to make sure that their story is strictly about their personal experience - and let that speak for itself.

Become an Editor

Vision

At Correspondents of the World, we want to contribute to a better understanding of one another in a world that seems to get smaller by the day - but somehow neglects to bring people closer together as well. We think that one of the most frequent reasons for misunderstanding and unnecessarily heated debates is that we don't really understand how each of us is affected differently by global issues.

Our aim is to change that with every personal story we share.

View Our Full Vision & Mission Statement

Topics

We believe in quality over quantity. To give ourselves a focus, we started out to collect personal stories that relate to our correspondents' experiences with six different global topics. However, these topics were selected to increase the likelihood that the stories of different correspondents will cover the same issues and therefore illuminate these issues from different perspectives - and not to exclude any stories. If you have a personal story relating to a global issue that's not covered by our topics, please still reach out to us! We definitely have some blind spots and are happy to revise our focus and introduce new topics at any point in time. 

Environment

Discussions about the environment often center on grim, impersonal figures. Among the numbers and warnings, it is easy to forget that all of these statistics actually also affect us - in very different ways. We believe that in order to understand the immensity of environmental topics and global climate change, we need the personal stories of our correspondents.

Gender and Sexuality

Gender is the assumption of a "normal". Unmet expectations of what is normal are a world-wide cause for violence. We hope that the stories of our correspondents will help us to better understand the effects of global developments related to gender and sexuality, and to reveal outdated concepts that have been reinforced for centuries.

Migration

Our correspondents write about migration because it is a deeply personal topic that is often dehumanized. People quickly become foreigners, refugees - a "they". But: we have always been migrating, and we always will. For millions of different reasons. By sharing personal stories about migration, we hope to re-humanize this global topic.

Liberation

We want to support the demand for justice by spotlighting the personal stories of people who seek liberation in all its different forms. Our correspondents share their individual experiences in creating equality. We hope that for some this will be an encouragement to continue their own struggle against inequality and oppression - and for some an encouragement to get involved.

Education

Education is the newest addition to our themes. We believe that education, not only formal but also informal, is one of the core aspects of just and equal society as well as social change. Our correspondents share their experiences and confrontations about educational inequalities, accessibility issues and influence of societal norms and structures. 

Corona Virus

2020 is a year different from others before - not least because of the Corona pandemic. The worldwide spread of a highly contagious virus is something that affects all of us in very different ways. To get a better picture of how the pandemic's plethora of explicit and implicit consequences influences our everyday life, we share lockdown stories from correspondents all over the world.

Growing Fast

Although we started just over a year ago, Correspondents of the World has a quickly growing community of correspondents - and a dedicated team of editors, translators and country managers.

94

Correspondents

113

Stories

57

Countries

433

Translations

Contact

Correspondents of the World is as much a community as an online platform. Please feel free to contact us for whatever reason!

Message Us

Message on WhatsApp

Call Us

Joost: +31 6 30273938