Photos by Elspeth Mathau, Aug-Sept 2020

L’altra pandemia della California

Fin da bambino viviamo avvisi di evacuazione a causa di incendio, ma ora il pericolo è talmente grave che abbiamo preparato delle borse con dei ricordi e beni di prima necessità da poter mettere nella nostra auto, per essere pronti a fuggire se le condizioni dovessero peggiorare.
United States, Northern America

Story by Elspeth Mathau. Translated by Giovanna Luisetto
Published on August 15, 2022.

This story is also available in GB ar de es



Tuoni e tonfi di rami di alberi caduti svegliarono me e la mia famiglia insieme ad una massiccia serie di fulmini e tempeste su Marin, CA. I fulmini sono un evento raro anche durante la stagione delle piogge nella California del nord. Fulmini in un agosto secco, un colpo in un parco vicino, fu terrificante. Le tempeste accesero fuochi in tutto lo stato.[1] Al mattino arrivò il fumo. Aria opaca e irrespirabile, caldo secco intenso, e interruzioni di corrente [2] crearono uno inferno spaventoso. 

La terribile qualità dell’aria causò a me e alla mia famiglia mal di testa e problemi respiratori per settimane. Il fumo era così denso in alcuni giorni che non riuscivo a vedere oltre gli alberi vicinissimi alla nostra casa. Il colore del cielo cambia rapidamente da blu chiaro a toni fumosi. Per me questo è difficile e snervante. L’odore del fuoco, solitamente confortante, ora mi agita, perché mi ricorda morte e distruzione di foreste e case. Anche se l’aria è migliorata e la velocità di diffusione diminuita nella zona della baia di San Francisco, molti incendi ancora non sono contenuti. Anche se in alcuni giorni il cielo è limpido, il sole rosso- le albe e la pioggia di cenere mi ricordano cosa è andato perduto negli incendi e mostrano il possibile paesaggio celeste del nostro futuro.

Negli ultimi anni, crescendo mi sono reso conto che clima e condizioni atmosferiche sono diventate aliene per il nord della California. Fin da bambino abbiamo avvisi di evacuazione a causa di incendio, ma ora il pericolo è talmente grave che abbiamo preparato delle borse con dei ricordi e beni di prima necessità da poter mettere nella nostra auto, per essere pronti a fuggire se le condizioni dovessero peggiorare. Non avevo mai provato un tale panico e dolore. Eppure, la capacità di evacuare e di portare con me alcune cose è un privilegio in confronto alla totale devastazione che hanno subito le comunità vicine.

Non vedo molte persone nella mia zona indossare N95 o altre maschere che proteggano da particelle di fumo.[3] (Mi chiedo se non siano addirittura sprovvisti di maschere). Con il  continuare della stagione degli incendi e con il peggioramento della pandemia, ho paura che il fumo persistente potrebbe renderci più vulnerabili al covid-19 e ad altre malattie respiratorie. Questo riguarda specialmente persone con abitazioni-precarie con scarsa possibilità di proteggersi all’interno di esse. Questa potrebbe essere una combinazione mortale durante il resto della stagione degli incendi. In agosto in California c’è stato il più alto numero di vittime a causa del covid-19 finora.[4]

Molti dipartimenti antincendio della città e della provincia sono sottodimensionati e con risorse -insufficienti. Mi fa infuriare che il Dipartimento Incendi della California sia complice nel creare sistemi inadeguati e immorali per la gestione degli incendi rendendo vulnerabili ecosistemi e vite. Il nostro stato propone come vigili del fuoco per la maggior parte persone sotto pagate e detenute. Ma con il covid-19 galoppante nelle carceri, aggravato a causa di un trattamento negligente e inadeguato, ora abbiamo carenza di vigili del fuoco.

La California ha diverse piante ed ecosistemi piro resistenti[5], come la Sequoia gigante, gli alberi di Redwood e Chaparral.[6] Comunque, gli ecosistemi in California non sono adatti ai mega incendi sempre più comuni a causa di decenni di soppressione fuochi, degrado del territorio e cambiamenti climatici. Quest’anno ho notato che un maggior numero di persone sono interessate e parlano delle alternative di gestione degli incendi. Strategie come metodi di combustione prescritti dagli indigeni[7]e custodia del territorio focalizzata sul rafforzare la biodiversità aiuteranno la California ad affrontare gli incombenti cambiamenti climatici. Spero che dalle ceneri di questa stagione degli incendi, nascano azioni per gestire meglio il territorio.


[1] Incendi accesi da tempesta di fulmini furono localizzati in tutta la zona della baia di San Francisco (poco più a sud). In totale quest’anno ci sono stati 7,606 episodi di incendio con la stima di 2,277,922 acri bruciati, secondo la Cal Fire. 

[2] La grande tempesta di vento che causò l’interruzione della corrente elettrica. Dallo scorso anno il servizio elettrico nazionale (Pacific Gas and Electric) ha anche organizzato interruzioni pianificate della corrente in condizioni di alto rischio incendi per evitare cortocircuiti, innescati negli anni scorsi.

[3] Le maschere N95 sono create per catturare e filtrare il 95% di minuscole particelle da 0.3 micron nell’aria, efficaci sia per il fumo che per le goccioline con agenti patogeni.

[4] 3,796 vittime totali nel mese di agosto

[5] Adatti a sopportare il fuoco e potrebbero avere bisogno di combustione periodica per crescere

[6] Macchia ed ecoregione boschiva classificata all’interno del bioma mediterraneo

[7] Prima della-colonizzazione, le comunità indigene avevano la cultura di bruciare per gestire gli ecosistemi e favorire piante benefiche. I metodi di combustione degli indigeni furono vietati per diversi anni, ma recentemente sono stati ammessi nuovamente una volta riconosciuta dai funzionari pubblici l’importanza della combustione prescritta come protezione dagli incendi. https://www.npr.org/2020/08/24/899422710/to-manage-wildfire-california-looks-to-what-tribes-have-known-all-along


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Elspeth Mathau

Elspeth Mathau

Hello, I’m an inquisitive earthling who is happiest walking in nature, drawing or painting, and dancing on ice. My studies were in environmental studies, biology, and psychology at the University of Toronto and a Master’s of Ethnobotany at the University of Kent- Canterbury.  I currently work as a biologist in Northern California and coach figure skating on my weekends.

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